Progetto Rasmorad

Ha preso il via nel 2017 il Progetto EU RASMORAD, RAISING AWARENESS AND STAFF MOBILITY ON VIOLENT RADICALISATION IN PRISON AND PROBATION SERVICES, che vede anche la EXIT SCS ONLUS tra gli enti beneficiari.

per informazioni aggiornate sul progetto:  http://www.rasmorad.org/

Obiettivo generale del progetto:

Promuovere e intensificare la cooperazione giudiziaria in materia penale e penitenziaria per combattere la radicalizzazione che conduce all’estremismo violento e contrastare il terrorismo. Contribuire alla protezione dei cittadini europei relativamente all’aumento delle minacce poste in essere dal terrorismo di matrice estremista. Alimentare il dialogo fra gli operatori fra i politici e fra gli accademici in modo inclusivo.                                                          

Ambiti di intervento e obiettivi specifici:

Prevenzione della radicalizzazione all’interno delle carceri per:

  • acquisire conoscenza e sensibilizzare in merito al processo di radicalizzazione e sulle sue cause (studio della letteratura sulla radicalizzazione e studio dei casi più emblematici di radicalizzazione in carcere);
  • adottare misure preventive contro la radicalizzazione, attraverso un’analisi approfondita dell’ambiente penitenziario e dei fattori che possono accelerarne il processo e influire sulla propensione all’azione (terroristica);
  • agire il confronto fra i partner e condivisione di informazioni su come sono organizzati i regimi detentivi per i soggetti condannati per atti di terrorismo e scambio di migliori prassi trasferibili a livello nazionale;
  • agire il confronto tra i partner sull’organizzazione dei regimi di custodia aperta (vigilanza dinamica), in relazione alla prevenzione dei fenomeni di proselitismo e alla previsione di interventi di sostegno ai detenuti di religione islamica per lo sviluppo di un pensiero critico;
  • proporre un ambiente detentivo più sicuro e improntato sulla tolleranza, la diversità, il reciproco rispetto.

Sviluppo di una metodologia di valutazione del rischio:

  • costruzione e/o rafforzamento della expertise del personale di prima linea, del carcere e del probation, dei dirigenti penitenziari/di probation, della magistratura e dei portatori di interesse per la rilevazione, la valutazione e la gestione del rischio in materia di radicalizzazione in ambiente detentivo e nel probation, considerando che sia il processo di radicalizzazione che quello di de-radicalizzazione sono processi dinamici che si sviluppano in un tempo anche lungo;è pertanto di primaria importanza lo scambio di informazioni fra operatori (raccolta di dati/prove/fatti/ informazioni su ciò che è avvenuto prima della detenzione, collegamento dei suddetti elementi con l’esperienza detentive del soggetto, valutazione del rischio prima e dopo la scarcerazione);
  • rafforzamento della cooperazione fra i soggetti deputati alla valutazione del rischio di radicalizzazione in ambito penitenziario e nel probation, favorendo lo scambio di informazioni e garantendo l’interoperabilità dei sistemi informativi;
  • confronto fra le migliori prassi e condivisione delle esperienze in ambito di cooperazione nazionale e internazionale.  

Promozione di misure alternative al carcere: costruzione delle competenze professionali del personale penitenziario e del probationper la previsione e l’applicazione di programmi di de-radicalizzazione/disimpegno/riabilitazione in carcere rivolti a detenuti condannati per atti di terrorismo in prospettiva del rilascio; rafforzare la cooperazione con il sistema giudiziario e della magistratura di sorveglianza, le forze dell’ordine e gli stakeholder per promuovere l’eventuale applicazione di misure alternative al carcere.

Attività:

  1. Incontri transnazionali dello steering committee, per la gestione e l’implementazione del progetto;
  2. 6 workshop tematici e 6 visite di studio negli istituti penitenziari/probation dei paesi partner di progetto di comunità di practitioner volti all’apprendimento reciproco (target di ogni attività: 30 operatori, fra practitioners, manager e membri dello Steering Committee), per l’individuazione e lo scambio delle migliori prassi in ambito detentivo,potenzialmente trasferibili ad altri Paesi, per il confronto sul ruolo del probation nella lotta alla radicalizzazione che conduce all’estremismo e per l’individuazione di programmi di de-radicalizzazione/disimpegno/reinserimento sociale;
  3. Incontri nazionali della comunità di practitioner a sostegno della costituzione di reti nazionali di sensibilizzazione alla radicalizzazione e di inclusione sociale per la diffusione e disseminazione delle attività intraprese ed il miglioramento della cooperazione pubblico/privato nazionale;
  4. Ricognizione delle metodologie, strumenti e prassi adottati nella rilevazione, la valutazione e la gestione del rischio in materia di radicalizzazione violenta in ambiente detentivo e nel probation;
  5. Costruzione di un strumento comune operativo trasferibile per la rilevazione e valutazione del rischio di radicalizzazione nei paesi partner di progetto;diffusione dello strumento anzidetto fra gli operatori tramite la realizzazione di 5 webinar;
  6. Creazione di un sito web per la visibilità del progetto e la disseminazione delle attività progettuali alla comunità di utenti pubblici e privati;
  7. Elaborazione di un modello di memorandum di cooperazione fra le diverse realtà professionali che agiscono con il soggetto condannato in tema di radicalizzazione;
  8. Incontri nazionali preparatori alle attività di disseminazione e in-formazione da avviare in ciascun paese partner di progetto;
  9. Attività a cascata per la disseminazione e l’informazione nei paesi partner di progetto, rivolta a comunità di practitioner e a portatori di interessi con l’obiettivo di:
    • Condividere i risultati del confronto fra i paesi partner sull’organizzazione penitenziaria e del probation in reazione alla radicalizzazione violenta in ambito detentivo e del probation (sorveglianza dinamica, fornire al personale gli strumenti e la formazione necessari per la valutazione del rischio,sviluppo di strategie di uscita dall’estremismo, ecc.);
    • Condividere le metodologie di rilevazione, valutazione e gestione del rischio in materia di radicalizzazione violenta in ambiente detentivo e nel probation presentate dai partner di progetto;
    • Raccogliere consensi, radunare e coinvolgere i partecipanti nello sviluppo di una comunità nazionale sulla radicalizzazione, composta da operatori, reti di operatori ed eventualmente una helpline, attivata per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento, a disposizione delle comunità;
    • Avviare programmi nazionali di formazione per operatori basati sull’approccio pluri-professionale e multi-agenzia.

L’attività si configura come segmento a rafforzamento della sostenibilità dell’impianto progettuale. Le attività previste al punto 9 sono in cofinanziamento dei partner.